VADO A SCRIVERE AL MARE

Metto un po' di sale alla tua comunicazione!

Berlin Vinile Negozio

Un mesetto fa sono andata a trovare a Imola un caro amico che ha aperto da poco un negozio di vinili. L’amico si chiama Claudio Galamini, imolese doc ma che ha diviso la sua vita tra New York, Belino e Monaco prima di rientrare a casa. Il negozio si chiama Belin Vinile ed è uno di quei progetti che sanno di sogni, di cose belle e buone, e di passioni che ti aprono portoni.

Claudio durante il suo soggiorno a Berlino ha ideato un progetto Instagram che di chiama U-Bahn, dove ha fotografato la metro di Berlino, ne ha raccontato la storia e che ad oggi è seguito da circa 18.400 follower e un libro.

Di come si sono fuse le esperienze da instagrammer e di appassionato di vinili è una storia da scoprire nell’intervista qui sotto.

Due chiacchiere in un negozio di dischi dal sapore berlinese

Ciao Claudio, oggi ti porto in dono un vecchia macchina da scrivere, simbolo della mia passione, per un’intervista sulla tua passione…i vinili. Dimmi un po’, ma come nasce la passione tua per la musica e per i vinili?

“È innata nel mio DNA: i miei avevano un giradischi ma non mi hanno mai invitato ad ascoltare. In compenso lo utilizzavo per fare delle ‘cassettine’ con i dischi che li obbligavo ad ascoltare. Non siamo una famiglia di musicisti, semplicemente l’oggetto vinile e giradischi sono stati da subito un’attrazione irresistibile.”

Vi consiglio di leggervi questo divertentissimo post in cui racconta i primi, poco apprezzati tentativi di scratch sui dischi di casa, da parte della famiglia!)

Poi sei partito per l’America, per restarci 14 anni. Ti hanno seguito anche i tuoi dischi?

“In America non ho più coltivato questa passione per ragione di spazio. Non mi interessavo neanche più di andare a cercarli o ascoltarli. Però mi ricordo di un episodio a New York, dove qualcuno aveva buttato dei vinili sul marciapiede. Sul momento avrei voluto, mai poi non li ho presi. Ma inevitabilmente questa esperienza ha fatto riaffiorare quel sentimento verso i dischi che avevo dimenticato.”

Ed è a New York che sei tornato a suonare?

“Sì, ma musica in formato digitale, perché la passione per la musica è rimasta. Qui a Imola suonavo spesso alle feste private o nei locali del centro, ma mai discoteche e sempre a livello amatoriale. Mi facevo prestare i dischi dagli amici perché io, con i pochi fondi che avevo, compravo a Bologna o Milano dei dischi di musica che a tutti faceva schifo (techno e hardcore nello specifico). Per me erano gioielli, ma erano inascoltabili, anzi sono tutt’oggi inascoltabili!”

A New York ti sei ricomprato l’attrezzatura?

“Non so come abbia ricominciato, forse lavorando nei ristoranti. Spesso c’erano delle feste e tante volte ho pensato “potrei essere io, perché lo so fare” e quindi ho comprato l’attrezzatura digitale per mixare comprando anche molta musica mp3 e mi sono lanciato: mi sono proposto nel ristorante dove lavoravo, iniziando da subito e poi in altri posti come la galleria d’arte gestita dal mio compagno di appartamento. Così mi è tornata la voglia di suonare e vedere la gente che balla e si diverte.”

Lasci l’America per tornare in Europa, eleggi Berlino come tua nuova casa e qui la passione per la musica si fa sentire forte.

“I miei venivano a trovarmi in macchina, così gli chiesi di portarmi su “i miei due bambini”, i miei due giradischi che mi avevano aspettato pazientemente a casa e che ora sono in negozio, comprati quando avevo 18 anni. Assieme ai dischi. Quando sono arrivati ho fatto un po’ di prove, ma avevo decisamente perso la mano . Mi sono reso inoltre conto che rientrare in quel mondo non è semplice: la concorrenza è elevata soprattutto a Berlino, dove ci sono più DJ che persone.

Ma suonare in casa per allenarmi, mi ha fatto ritornare la voglia di comprare vinili. Inoltre a Berlino esistono tantissimi negozi di musica su vinile. Per questo ho voluto dedicare il nome del negozio di vinili a Berlino.”

E come sei finito ad aprire un tuo negozio di vinili?

“Non sono tornato in Italia con l’idea di aprire un negozio di vinili. È stato un caso. Parlando con mia moglie Verena progettavamo di aprire un negozio di vinili itinerante (come i foodtruck per dire), poi però tutti problemi logistici e di permessi che avremmo dovuto affrontare, ci facevano desistere. Passammo da WillyNilly (la storica gestione precedente) a chiedere com’era il mercato del disco nella zona e scopriamo che ha intenzione di chiudere l’attività e vendere il magazzino. È stato in un certo senso un caso fortuito, ma non troppo. Ci sono dei giorni in cui ero molto gasato e altre che avrei voluto mollare. Poi alla fine, come nelle migliori tradizioni, una stretta di mano ha dato vita a tutto.

Avevo una chiara idea di come lo volevo in negozio, che finalmente sta prendendo la forma desiderata. Vorrei però tutta la vetrina in ingresso dedicata all’ascolto come a Londra. Nel frattempo sono molto contento di aver notevolmente migliorato la disponibilità dei dischi in negozio.”

Come gestisci la comunicazione digitale di Berlin Vinile?

“Utilizzo solo Facebook e Instagram, con un tono di voce amichevole e scherzosa, quelli bravi dicono ‘friendly’.

Per me Facebook non è un canale morto, anzi è molto interessante perché c’è rappresentato buona parte del mio pubblico. Tutti i miei post partono dalla foto, che deve essere innanzitutto bella. È vero che il video attira maggiormente ma ci vuole tempo per guardarli a meno che tu non abbiano sottotitoli. Spesso mi capita di salvarli per dopo ma poi non di non guardarci; mentre la foto è immediata. Il testo invece per me viene in un secondo momento.

Non utilizzo calendario, anche se sarebbe bello averlo e farlo funzionare per obiettivi. Magari nel futuro, ora tempo non ce n’è: volevo scrivere un articoletto ogni settimana su un vinile o sulla manutenzione.

A volte lavoro da casa per gestire le vendite online, email o fatture ma a nulla di quello che riguarda la creatività.”

Quanto ti porti dietro dall’esperienza U-Bahn?

“Moltissimo: non ho mai voluto cambiare la mia pagina Claudio Galamini dal soggetto della metropolitana al negozio, nonostante i tantissimi follower acquisiti organicamente, per non tradirli. Mi ha aiutato a capire cosa attira la gente, come comunica e come interagisce in base alle foto.

A Berlino l’editing per creare foto perfette e simmetriche è diventata una vera ossessione, seguo siti come www.accidentallywesanderson.com. Per i miei vinili seguo le stesse regole, voglio solo belle foto con angoli dritti.

Per il futuro del progetto U-Bahn spero di continuare a postare nuove metropolitane: a febbraio vorrei andare a Francoforte, poi Praga. Con un negozio diventa veramente difficile, ma sono fiducioso.”

Dell’amore per i vinili e delle passioni che ardono in noi

Il bello delle giornate di neve è che ti obbligano a ritmi diversi, dove ritrovare parole come queste…che ti fanno assaporare come, per quanto la vita ti porti lontano dalle tue passioni, queste inevitabilmente ti vengano a cercare.

Dobbiamo essere però capaci noi a mantenerne viva la brace, perché continui a vivere e sia pronta a bruciare al momento giusto.

E tu, quale passione sopita non vedi l’ora di riaccendere?

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